Protesi monocompartimentale di ginocchio

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Protesi monocompartimentale di ginocchio

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Che cos’è la protesi monocompartimentale di ginocchio?

 La protesi monocompartimentale di ginocchioè una mini-protesi che, come dice il nome stesso, va a sostituire un solo compartimento del ginocchio, salvaguardando il legamento crociato anteriore, posteriore ed i restanti compartimenti femorotibiale esterno e femororotuleo.

Come conservare il proprio ginocchio con la chirurgia mininvasiva

È una protesi che conserva il ginocchio del paziente, perché salva i legamenti crociati e mantiene la propriocezione, cioè la capacità di sentire come ancora proprio il ginocchio operato. È un dispositivo costituito da un piccolo scudo femorale e da un piccolo piatto tibiale che vengono fissati all’osso del paziente grazie ad uno speciale cemento. Esiste anche un modello non cementato ma che ha poca diffusione in ambito ortopedico.

La protesi monocompartimentale di ginocchio è indicata quando solo un compartimento del ginocchio è affetto da artrosi, primitiva o secondaria ad altre cause note, come esiti di traumi, di infezioni, di radioterapia o di osteonecrosi avascolare.

In passato si diceva che i pazienti obesi non potessero essere dei candidati ideali per questa protesi: oggi i criteri di indicazione sono stati rivisti e l’obesità non rappresenta più una controindicazione all’impianto di una protesi monocompartimentale di ginocchio.

L’assenza del legamento crociato anteriore rappresenta invece una controindicazione relativa, nel senso che ci sono dei casi in cui è comunque possibile farla. L’artrite reumatoide è anch’essa una controindicazione, assoluta secondo alcuni, relativa secondo altri.

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Chi sono i pazienti candidati a questo tipo di chirurgia?

I candidati a questo tipo di chirurgia protesica sono tutti quei pazienti affetti da una artrosi monocompartimentale di ginocchio, indipendentemente dall’età, dal sesso, dal peso corporeo e dalla causa della patologia (artrosi primitiva o secondaria, non fa differenza).

Ovviamente l’obesità è una controindicazione relativa per qualsiasi intervento chirurgico, nel senso che i pazienti obesi hanno un maggior rischio di sviluppare complicazioni peri-operatorie. Il candidato ideale non dovrebbe inoltre avere una deviazione dell’asse femoro-tibiale superiore ai 10-15 gradi, perché sopra questo valore la protesi monocompartimentale non riuscirebbe a restituire un corretto asse meccanico al ginocchio, riducendo la durata dell’impianto stesso.

Intervento bilaterale: è davvero possibile?

Nei casi di gonartrosi bilaterale è possibile eseguire questo intervento in maniera bilaterale simultanea, operando entrambe le ginocchia nello stesso intervento chirurgico. Eseguire un intervento su entrambe le articolazioni non compromette il risultato clinico né tantomeno aumenta il rischio di complicazioni perioperatorie, come dimostrato da numerose pubblicazioni scientifiche sul tema.

L’intervento bilaterale ha una durata di circa 90 minuti e consente al paziente di deambulare con le stampelle già dopo poche ore e di risolvere il problema definitivamente in un tempo unico.

Ovviamente non tutti i pazienti sono candidati ad un intervento bilaterale: ogni singolo caso viene valutato dall’anestesista e dall’ortopedico in sede di prericovero.

A cura del Dr. Alessio Biazzo, ortopedico specialista in protesi monocompartimentale di ginocchio e dell’anca con tecnica mininvasiva.

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