Fatture insolute: come recuperare il credito

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Le fatture insolute rappresentano un problema per le imprese, la soluzione può essere quella di scegliere una buona società di recupero crediti

Una domanda che molti imprenditori si pongono, è cosa fare quando ci si ritrova per le mani delle fatture insolute.

Quando un cliente diventa insolvente, perché non paga nei termini stabiliti la propria fattura, ecco nascere degli interrogativi:

  • Sarà possibile recuperare quanto deve il cliente alla mia azienda?
  • E’ necessario andare immediatamente dall’avvocato per poi avviare una causa giudiziaria?
  • Chi può darmi un sostegno nel caso di un cliente che non ne vuole sapere di pagare?

In questo momento storico che stiamo vivendo, la crisi economica prima e l’emergenza del Covid-19 stanno rendendo più comuni casi del genere.

Proprio per dei motivi fuori dall’ordinario, può capitare anche dei clienti sempre precisi e puntuali nei pagamenti, si trovino in una situazione negativa tale da avere un impedimento nel saldare in tempo le loro fatture.

Le fatture insolute

Possiamo definire come insolute quelle fatture che sono state emesse in conseguenza della vendita di un bene o di un servizio prestato, ma che non sono state poi pagate.

Anche in presenza di un ottimo imprenditore, può accadere di trovarsi di fronte a fatture non saldate. Qualsiasi azienda, cioè, anche un libero professionista, può trovarsi di fronte a questo problema, rimanendone vittima.

La forma scritta dell’accordo

Una problematica notevole che accompagna questi casi è dovuta ad accordi non scritti. La giurisprudenza desidera infatti che le prestazioni professionali siano definite in maniera molto precisa tramite accordo scritto, che entrambe le parti hanno firmato.

Avere quindi un contratto scritto è perciò fondamentale in questi casi.

Nell’accordo in forma scritta, si trova ogni dettaglio della prestazione: la natura della prestazione, il compenso che è stato previsto e i relativi termini per il pagamento della fattura, di solito quantificati in 30 o 60 giorni.

Emettere una fattura senza contrarre un accordo in forma scritta non costituisce una prova che appunto l’accordo tra le parti ci sia stato.

Il credito esigibile deve essere basato oltre che su una fattura anche su un accordo scritto, il contratto

Importante poi poter agire tempestivamente, per evitare la prescrizione dei crediti dovuti relativi a fatture non pagate.

Cosa afferma la Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione afferma che la fattura commerciale non è prova del contratto, ma semplice indizio dell’accordo raggiunto dalle parti (Cass., 28 aprile 2004, n° 8126).

Cosa fare per le fatture insolute

Passo n.1 per le fatture insolute: sollecito di pagamento

Se il pagamento di una fattura da saldare non arriva, la prima cosa da fare è inviare un sollecito di pagamento. Con una regolare fattura, ogni creditore si può attivare sollecitando il pagamento tramite una PEC (posta elettronica certificata) oppure mediante Raccomandata con avviso di ricevimento.

Passo n.2 per le fatture insolute: recupero dei crediti

Se il sollecito di pagamento non ottiene l’esito sperato di far pagare il debitore, è possibile scegliere una società specializzata nel recupero crediti ma manche contattare un avvocato e quindi finire in tribunale.

Una causa giudiziale rispetto alle società di recupero crediti è però un’azione molto costosa, che potrebbe ridurre il profitto di molto sulla fattura insoluta. Altra cosa, la pratica è lunga per le lungaggini burocratiche.

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