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Per quanto riguarda la SEO, ci si trova in questo momento ad un bivio, che vede un’apparente lotta tra personalizzazione e privacy. Dato che i più importanti motori di ricerca e le potenze social costruiscono un ambiente digitale ottimizzato attorno alle intenzioni degli utenti, molti di questi hanno iniziato a chiedere sempre più sicurezza e sempre meno tattiche invasive di marketing.

I marchi più noti fanno leva sui dati degli utenti per sviluppare la propria presenza digitale personalizzando i risultati basati sulla storia, la location e i dispositivi.

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Questi stessi dati sono spesso nascosti dai venditori e creano una guerra assurda che richiede approcci più creativi per generare engagement attraverso l’ottimizzazione dei contenuti. Questa nuova era della SEO ha portato un altro spostamento verso contenuti rilevanti e accessibilità attraverso i dispositivi mobili e la ricerca a livello locale.

Oggi, i siti web che non presentano l’ottimizzazione per mobile o un design responsive hanno perso visibilità nella ricerca sui più importanti motori.

Contenuti segmentati, ottimizzazioni per dispositivi e user intent sono caratteristiche SEO che offrono la maggiore opportunità per aumentare l’autorità nei campi di ricerca attraverso la costruzione di relazioni, link e lunghe parole chiave da usare a proprio vantaggio. Oggi, internet richiede personalizzazione e qualità del contenuto per essere competitivi.

Come si fa un’ottimizzazione SEO?

Detto ciò, come si può apportare un’ottimizzazione? Basta intraprendere 8 semplici passi per ottenere diverse ottimizzazioni SEO:

  1. Analizzare i dati del sito web per scoprire gli schemi specifici del pubblico;
  2. Portare a termine un’accurata ricerca delle parole chiave, facendo attenzione a ripetere questo passo ogni volta che si crea una nuova pagina del sito;
  3. Creare contenuti lunghi e di valore;
  4. Ottimizzare titoli, sottotitoli, URL e meta tag, vale a dire la parte on-page;
  5. Ottimizzare attraverso guest blogging, attività sui social media, influencer marketing e menzioni del marchio, vale a dire la parte off-page;
  6. Ottimizzare la parte responsive per mobile, scaricando temi creati appositamente;
  7. Aumentare la velocità di caricamento delle pagine;
  8. Ottenere backlink di qualità attraverso collegamenti con siti che possono garantire l’affidabilità del sito di partenza, scalando così la classifica nei motori di ricerca.

Lo scopo finale della SEO deve essere quello di connettere il contenuto del cliente con l’utente finale attraverso molteplici dispositivi e piattaforme.

Perciò, invece di pensare di trovare un ottimizzatore, forse è meglio cercare un analista di esperienze di contenuti, vale a dire, un professionista che deve ottimizzare le proprietà del sito di un marchio per attirare i consumatori in ogni fase del cosiddetto viaggio di consumo.

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