Etichettatura degli imballaggi. Novità per differenziare meglio

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Cartone per imballaggi

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Sconcertati dalle tantissime tonnellate di rifiuti gettati in discarica in ogni angolo del mondo ogni anno, i consumatori stanno diventando sempre più attenti all’ambiente e chiedono alle aziende di investire nell’uso di materiali biocompatibili ed ecosostenibili, per la realizzazione degli imballaggi.

Il primo passo è stato quello di realizzare la borsa d’asporto in materiale completamente biodegradabile. Oggi i sacchetti della spesa sono realizzati in amido di mais che è un materiale organico derivato dalla pianta del mais con delle proprietà, di resistenza, simili a quelle plastiche.

Il passo successivo sarà quello di convincere le aziende produttrici a utilizzare meno materiali per gli imballaggi, o trovare alternative meno inquinanti, che puntualmente poi dovranno essere smaltiti dal consumatore finale.

Smaltimento degli imballaggi

Intanto l’Italia, con le norme UNI applicabili e il decreto legislativo n. 116/2020, si è mossa per cercare di facilitare il corretto smaltimento degli imballaggi.

Il decreto è rivolto soprattutto all’etichettatura degli imballaggi e infatti, nel comma 5 del decreto è dichiarato che tutti gli imballaggi devono essere obbligatoriamente etichettati tenendo conto delle modalità stabilite dalle norme UNI e devono essere conformi alle determinazioni che sono state adottate dalla Comunità Europea. Tutto questo per facilitare la raccolta differenziata, il riciclo e il riutilizzo degli imballaggi.

I produttori hanno anche l’obbligo di indicare la natura dei materiali utilizzati per la realizzazione degli imballaggi.

L’etichettatura è obbligatoria su tutti gli imballaggi dei prodotti messi in commercio dal 26 settembre di quest’anno e devono contenere alcune informazioni obbligatorie e alcune facoltative. Le informazioni obbligatorie sono:

  • Codifica da decisione 97/129/CE
  • Indicazioni per la raccolta

Quelle invece consigliate sono la tipologia dell’imballaggio e i suggerimenti per effettuare una raccolta differenziata di qualità.

Se abbiamo un imballaggio di cartone, avremo l’etichetta formata in questo modo:

  • Scatola (Consigliata)
  • Raccolta Carta (Obbligatoria)
  • PAP 21 (Obbligatoria) – (Sigla che indica il cartone ondulato)
  • Verifica le disposizioni del tuo Comune (Consigliata)

Uno dei dati obbligatori, la sigla alfa-numerica, è un dato di non facile memorizzazione e che potrebbe rendere difficile migliorare la raccolta differenziata. Per questo motivo, il Conai, un consorzio privato e senza fini di lucro, nato con lo scopo di raggiungere gli obiettivi di riciclo e recupero dei rifiuti di imballaggio previsti dalla legge, sta redigendo delle linee guida per indicare tutti i miglioramenti da apportare alle etichette perché siano di facile lettura da parte dei consumatori.

Lo scopo di avere un’etichetta semplificata è quello di agevolare, migliorare e aumentare la percentuale di raccolta differenziata.

La scansione dell’etichetta con un’app, come già avviene, è il metodo più semplice per non sbagliare il conferimento degli imballaggi nei secchi della raccolta differenziata di cui, sempre il conai, ha stabilito i colori standard.

Nel 2019 in Italia sono stati riciclati 9 milioni di tonnellate di imballaggi, pari al 71,2% e superato di ben 6 punti percentuale il minimo richiesto dall’Unione Europea, anche se è aumentato il quantitativo degli imballaggi anche grazie al commercio online.

Dal sito del Conai si evince che sono stati riciclati quasi 400 mila tonnellate di acciaio, oltre 50 mila di alluminio, quasi 4 milioni di carta e più di 1 milione di plastica.

La cosa da augurarci è che l’obbligo dell’etichettatura degli imballaggi, possa migliorare questi inaspettati risultati per avere meno rifiuti da conferire in discarica.

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