Come realizzare un sito web multilingua con WordPress

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realizzare sito web multilingua

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Realizzare un sito multilingua può portare molti vantaggi, ma perché sia tecnicamente funzionale e ottimizzato per i motori di ricerca, può servire l’aiuto di un professionista.

In ogni caso, WordPress offre una serie di plug-in, a pagamento e gratuiti, per gestire questa funzionalità. Vediamo assieme i migliori.

Sito multilingua: perché crearlo e a cosa fare attenzione.

Uno dei vantaggi dell’aprire un sito web aziendale è la possibilità di accede a mercati geograficamente lontani oppure rendersi in generale più accessibili. Questo vuol dire aprirsi ad una clientela più ampia e aumentare i propri profitti, ma l’operazione non consiste solo nel creare una traduzione del contenuto del sito.

Prima di tutto Google distingue tra:

  • Sito multilingua: è un sito che ha versioni in un numero variabile di lingue, ma non ha come target nessuna zona geografica particolare (es. inglese, visibile in UK, USA ma anche per persone anglofone in Italia);
  • Sito multiregionale: oltre a diverse lingue, le versioni hanno un target geografico specifico, destinato espressamente ad utenti di una determinata area (es. residenti a New York).

Il primo ostacolo comune ad entrambi i casi, è la traduzione, perché servono dei testi ed un piano editoriale concepiti per un mercato diverso.Google Translator può essere utile per creare una prima versione, che andrà poi editata. L’ideale ovviamente sarebbe ricorrere a dei traduttori professionisti, che siano anche in grado di inserire il testo nel giusto contesto sociale.

Il fattore culturale è un altro aspetto di cui è indispensabile tenere conto quando si decide di aprirsi ad un altro mercato. Basti pensare alle festività: se voleste approdare negli Stati Uniti, non potreste scordarvi giorni specifici come quello del Ringraziamento, così come il dibattito politico attorno ad esso.

L’idea di promuovere abiti bianchi deve tenere conto che in alcune culture, in Asia ed Africa, questo (non)colore rimanda al lutto. Gli esempi che si potrebbero fare per evitare di incappare in strafalcioni comunicativi, sono tantissimi.

Bisogna quindi conoscere molto bene il contesto geografico e culturale di riferimento, oltre ai bisogni specifici che i clienti in quella determinata area potrebbero avere e grazie ai quali si potrebbe modellare la propria strategia di comunicazione digitale.

Esauriti gli ostacoli che riguardano il contenuto, bisogna considerare a come costruire il sito.Google ad esempio, non indicizzerebbe mai un sito in cui sono presenti più lingue senza alcun genere di divisione: ogni versione deve essere univoca, quindi non vanno mai mischiate assieme più lingue, perché il crawler avrebbe difficoltà a capire la lingua principale. Le strade da intraprendere poi sono diverse:

  • Dominio specifico del Paese;
  • Sottodomini con dominio di primo livello generico;
  • Sottodirectory con dominio di primo livello generico.

Ognuna di queste soluzioni offre vantaggi e svantaggi e va presa in considerazione anche in relazione alle necessità effettive e al budget. In generale, per chi usa WordPress e non ha bisogno di un sito costantemente aggiornato, come ad esempio un sito di news, si può considerare l’uso dei plug-in per semplificare molto il lavoro. È vero comunque che, soprattutto se siete alle prime armi, è meglio rivolgersi ad un professionista.

Questo perché un errore di configurazione potrebbe compromettere il lavoro e far completamente sparire il sito dai radar di Google, inoltre il supporto di una Web Agency potrebbe estendersi traduzioni, grazie al contatto con copywriter e traduttori; senza dimenticare la stesura del piano di marketing digitale a livello più ampio. In Italia trovare una Web Agency valida è semplice, perché ne sono sorte molte nel corso del tempo.

L’importante è valutare che abbiano alle spalle l’esperienza giusta e siano specializzate nella realizzazione di siti web e nella loro ottimizzazione, ma cosa fondamentale che sappia cosa deve contenere il preventivo per un sito web basandosi sulle esigenze del clienti e della propria azienda.

I plug-in migliori per un sito multilingua con WordPress

Uno dei vantaggi di WordPress è l’uso dei plug-in per implementare funzioni importanti per il sito web. Uno di questi è proprio la possibilità di creare siti multilingua, senza però dimenticare che per forza di cose le funzioni saranno limitate, ancora di più nel caso di un plug-in gratuito.

Oltre al contenuto e al dominio, vanno gestite adeguatamente le categorie e i Tag Title, per evitare confusione. In ogni caso, il sito andrà poi indicizzato adeguatamente con Google.

Tra le migliori estensioni per realizzare un sito WordPress multingua troviamo:

Polylang: gratuito

Polylang è un ottimo plug-in gratuito, che vi consentirà di realizzare un sito multilingua, ma con poche pretese. Va bene per progetti limitati ad un massimo di due lingue e che non abbiano bisogno di aggiornamenti costanti.

WPML: a pagamento

WPML è un plug-in professionale, compatibile con ogni tema di WordPress che utilizzi le API del CSM per gestire siti multilingue. Consente un ampio livello di personalizzazione e gestione. È anche possibile richiedere un servizio professionale di traduzione.

Weglot: a pagamento

Il costo di Weglot è elevato, anche rispetto ai piani di WPML che risulta più semplice da utilizzare. In ogni caso, è completo e consente di usare la traduzione automatica come base, da migliorare manualmente. Crea automaticamente il link che Google indicizzerà individualmente.

Realizzare un sito, che sia multilingue o multiregionale, può essere un’impresa soprattutto se siete alle prime armi. Un errore comune è quello di mischiare le lingue, rendendo difficile a Google l’indicizzazione; inoltre, bisognerà evitare traduzioni raffazzonate e strafalcioni culturali.

Per evitare tutto questo, è bene rivolgersi ad una Web Agency, ma grazie a WordPress, con i plug-in, sarà possibile implementare la funzionalità multilingue in modo semplificato, in proporzione alla dimensione del progetto stesso.

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