Chi paga il gratuito patrocinio?

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Gratuito patrocinio Milano

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Il patrocinio gratuito consente a chi non ha le possibilità economiche di potersi difendere mediante l’ausilio di un avvocato.

L’avvocato che consente al soggetto di avere assistenza gratuita viene pagato dallo Stato.

Il soggetto che richiede la consulenza gratuita di un legale non deve anticipare nessuna somma di denaro al legale, che se la richiede è denunciabile presso il proprio albo.

Per far sì che il pagamento dell’avvocato avvenga da parte dello Stato è necessario che il soggetto che richiede il patrocinio gratuito vinca la causa.

Se il soggetto richiedente perderà la causa sarà lui a dover pagare l’avvocato e non dovrà occuparsene lo Stato.

Se il soggetto perde la causa si dovrà occupare del pagamento delle spese, sue e della controparte.

Tali spese comprendono avvocato e spese vive del giudizio.

Il legale viene pagato dallo Stato anche nel caso in cui nella sentenza si cita la compensazione delle spese processuali.

Facendo una sintesi:

  • Se il soggetto ha ottenuto gratuito patrocinio e vince la causa il legale verrà pagato dallo Stato.
  • Lo Stato in questo caso andrà a rivalersi nei confronti della controparte.
  • Il soggetto che ha ottenuto il patrocinio può perdere e in tal caso se non viene condannato a pagare le spese processuali ma sarà presente la compensazione delle spese processuali il legale sarà pagato dallo Stato.
  • Se il soggetto che ha ottenuto il patrocinio gratuito perde la causa viene condannato al pagamento delle spese processuali dovrà pagare sia il proprio legale che quello della controparte.
  • Nella transizione il soggetto ammesso al patrocinio gratuito non deve pagare nulla a livello di spese legali.

Queste regole non sono applicabili nei riguardi del pagamento del consulente tecnico d’ufficio, che può essere nominato nel corso della causa.

Ciò sta ad indicare che il soggetto che ha ottenuto il gratuito patrocinio non dovrà pagare il perito in questione sia che la causa venga vinta o meno. A pagar tale perito se ne occuperà lo Stato.

Chi si occupa di pagare il consulente tecnico d’ufficio?

È lo Stato ad occuparsi del pagamento del consulente tecnico d’ufficio.

Il consulente tecnico scientifico viene nominato dal giudice perché riceve una sollecitazione da parte di una delle parti, o può nominare il Ctu perché lo ritiene necessario.

Vi deve essere il giuramento del consulente tecnico scientifico durante l’udienza, e dopo che è stato affidato l’incarico il giudice si occuperà di dare una parte del pagamento al consulente tecnico d’ufficio.

Non è comunque obbligatorio che il giudice riconosca il pagamento al consulente tecnico d’ufficio.

Il pagamento anticipato viene attuato dalla parte processuale che si è occupata di sollecitare l’intervento messo in atto dalla consulenza tecnica oppure dal soggetto che ha fatto partire la causa.

Al termine della causa il giudice attribuisce la totale spesa del Ctu a chi ha perso il giudizio oltre alle spese processuali.

Lo stesso avviene se chi perde è il medesimo soggetto che ha pagato l’anticipo.

Ctu nel caso del patrocinio gratuito

Nel caso in cui una parte abbia fatto ricorso al patrocinio gratuito il pagamento del Ctu deve avvenire tramite lo Stato tramite richiesta fatta dal perito, lo stesso avviene nel caso della transazione.

La Corte costituzionale ha affermato che le spese e le indennità ai consulenti e notai nell’eventualità di accettazione del patrocinio gratuito dovranno essere date in anticipo dall’Erario.

Eccezioni in cui il giudice dispone in maniera eccezionale la compensazione delle spese

Per evitare che le persone approfittino in maniera considerevole del patrocinio gratuito richiedendolo troppo a cuor leggero è stato previsto il pagamento delle spese processuali per coloro che perderanno la causa e dovranno quindi occuparsi anche del pagamento del legale, infatti non sarà lo Stato a farlo.

Solo la prospettiva di dover andare incontro a spese onerose sarebbe stata in grado di fermare l’abuso delle cause che spesso venivano attuate per cause superflue.

È stato così affermato che la parte soccombente avrebbe dovuto pagare il proprio rimborso spese e quello della controparte.

La compensazione delle spese stava ad indicare che ogni soggetto avrebbe pagato la propria parte.

Ciò poteva avvenire se entrambe la parti perdevano e per altri gravi motivi.

Al giudice prima era consentita un’ampia discrezionalità a riguardo della compensazione delle spese.

Tale discrezionalità non era sempre molto chiara per questo motivo ad oggi la compensazione delle parti può essere attuata per tre ipotesi indicate come tassative.

Di conseguenza a ciò la discrezionalità del giudice non è più rilevante e dovrà attenersi a quelle che sono le tre ipotesi tassative.

Le tre ipotesi tassative sono:

  • Soccombenza reciproca, un esempio di soccombenza gratuita è una richiesta di risarcimento di 100.000 euro da parte di un soggetto che se ne vede riconoscere solo 10.000 dal giudice.
  • Novità della questione trattata, per questioni nuove si intendono quelle che non sono state trattate in precedenza dalla cassazione.
  • Per mutamento in ambito giurisdizionale sulle questioni dirimenti, come nel caso di chi vince una causa per via di una nuova interpretazione di una determinata legge.

Per ulteriori informazioni consultare https://gratuitopatrociniomilano.com/

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